Il Monte dei Paschi di Siena

 

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In Via Banchi di Sopra si apre la P i a z z a  S a l i m b e n i circondata, sui suoi tre lati, edifici che oggi ospitano il Monte dei Paschi di Siena, una delle più prestigiose banche d'Europa.

Nel Trecento, la repubblica senese si procurava denaro con prestiti iscritti nel cosiddetto "Liber debiti". Nel 1369 fu però deciso che tali debiti fossero gradatamente estinti con le rendite che si ricavavano dalla Dogana del Sale e dai Paschi cioè dai pascoli di Maremma, rendite dette "Monti " (monte dei diritti, della dogana del sale, delle rendite) che poi furono riuniti in un unico Monte del comune Sale e Paschi. Monte, quindi, fu una pubblica cassa e, per iniziativa spontanea di quel comune, nasce in Siena anche un Monte di Pietà o Monte Pio, per attenuare il più possibile gli esosi prestiti effettuati da privati, mercanti, patrizi ed ebrei. Il Monte Pio esercitò la sua funzione fino verso gli inizi 500 affievolendosi poco a poco per le note vicende politiche che coinvolsero la libertà della repubblica. Con l'avvento dei Medici a Siena (1555) si ebbe un vero e proprio potenziamento del Monte: nel 1568 fu, ad esempio, stabilito che, oltre ai depositi privati, intervenissero le comunità dello stato senese, confraternite, opere di pie, ospedali e così via, a far " corpo di denari col quale si doveva dar principio al Monte et prestare ". Nel 1574 fu anche concessa l'autorizzazione ad effettuare prestanze agli allevatori di bestiame della Maremma, dando così vita ad operazioni di credito agrario. Nel 1619 fu chiesta la " forma di un altro Monte " con nuovi fondi affinché "vi potesse ognuno liberamente impiegare il suo denaro con certa speranza di conseguire con buona et sicura coscientia honesto frutto ".

La nuova istituzione - il vero Monte dei Paschi di Siena - fu sancita nel novembre 1624 e quindi aperta al pubblico nel gennaio dell'anno seguente.

Le rendite del Monte vennero divise in tante porzioni dette Luoghi del Monte, corrispondenti alle nostre obbligazioni.

Scrive il Rondini:"…i luoghi del Monte che si davano ai depositanti, costituivano indubbiamente è una garanzia fondiaria di primissimo ordine per cui il Monte dei Paschi appare veramente il primo istituto di credito fondiario che rammenti la storia economica.

La Piazza dei Salimbeni, così com'è oggi la vediamo, è di formazione recente, sul finire del secolo scorso per opera del purista architetto Giuseppe Partini. Fu in gran parte e ricavata, verso destra, dal terrazzo e da giardino del Palazzo Spannocchi. Per l'avanti, era un lungo corridoio che aveva, sulla sua sinistra, il cosiddetto Palazzo della Dogana, poi Palazzo Tantucci e, sul fondo, l' i n g r e s s o  a l la  R o c c a  d e i  S a l i m b e n i, uno dei più poderosi complessi architettonici fortificati della Siena medievale, rifugio sicuro della ponte notissima famiglia che più volte tentò la scalata al potere della stessa repubblica. Il complesso della lotta/castellare passò al Comune che vi pose gli uffici della Gabella del sale e del grano. Anche il Monte Pio (1419) risiedeva qui.

La Rocca dei Salimbeni aveva visto il suo primo nascere sul finire del secolo XII, distrutta, ricostruita, ampliata e trasformata più volte nei secoli successivi. L'intervento più massiccio fu attuato sulla facciata orientale e sulla facciata di Piazza Salimbeni che da piccola e stretta com'era, divenne quella grandiosa e fredda facciata attuale imitante alla perfezione lo stile gotico senese del '200-'300.

L'attuale sede storica del Monte dei Paschi di Siena ospita, oltre al prezioso archivio storico di grande rilevanza per la storia economica di Siena, innumerevoli e preziose opere d'arte antica, che il Monte dei Paschi, con lungimirante mecenatismo, ma va raccogliendo. Grazie al Monte tanti capolavori esulati degli ultimi tre secoli tornano oggi in questa città di Siena che lo vide nascere col fiorire della grandezza della sua Repubblica. Tali opere d'arte sono ancora oggi sparpagliate per decorare alcuni più nobili sale, ma già la maggior parte ha preso posto nelle sale adiacenti.

Del costituendo museo del Monte dei Paschi di Siena ci limitiamo ad indicare le opere più importanti ancora conservate in tutta La Rocca e suscettibili quindi ad ulteriori spostamenti: la Madonna della Misericordia   di Benvenuto di Giovanni, la Madonna dei Vetturini di Giovanni di Paolo, Antioco Malato di Bernardino Mei, Storie della casta Susanna di Francesco Vanni.

Di notevole importanza architettonica lo scalone interno alla Rocca, di recente progettazione

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e la sala principale della sede storica.

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